locandina heroes maratea
Una volta l’anno, per tre giorni di fila, centinaia di innovatori seriali, imprenditori, studenti, startupper, curiosi e sognatori si ritrovano sotto l’abbraccio del Cristo Redentore che sempre veglia sulla gente di Maratea. Perché lo fanno? Li ha costretti qualcuno? L’ha detto il dottore? Ognuno ha le sue buone motivazioni, io voglio raccontarvi della mia personale esperienza. E’ il 2016 quando vengo contattato per partecipare ad una serie di incontri sull’Innovazione a Maratea. Ricordo ancora la mia ignoranza geografica nel rispondere “ah buono, non sono mai stato in Calabria!” Ma, ovviamente, Maratea si trovava in Basilicata (e da quello che so sta ancora lì…) bandiera heroes maratea
A parte questo piccolo incidente di percorso, mi viene detto che un gruppo di ragazzi aveva deciso autonomamente di far parlare del loro Sud. Di un sud che spesso viene snobbato e ancor più spesso proprio dimenticato.La sfida mi piaceva, tanto. Anzi, mi è piaciuta fin dal primo istante anche perché a garantire c’era un grande amico e professionista, Jacopo Mele (Guedado) uno dei primissimi colleghi a supportare il sogno e la follia di questi visionari che volevano urlare al futuro di cambiare strada per un attimo e passare anche dalla Basilicata. Già da quella prima edizione la mia fiducia venne subito riconfermata nonostante fosse quasi impossibile riuscire bene fin dall’esordio, ma soprattutto mettere d’accordo così tanti professionisti e riuscire a portarli in un posto tanto splendido quanto “disconnesso” dal resto del paese.
Non avevo capito che la vera sfida per loro era proprio quella, creare un Festival Europeo dell’Innovazione in un posto che di innovazione aveva ben poco, parlare di futuro in un luogo in cui il futuro impiegava ore e ore di treno e pulmino su strade dissestate per arrivare. Far parlare persone di paesi e settori diversi senza utilizzare il solito cellulare. Ricordo molti di noi spaesati perché il wifi non prendeva o perché non riuscivamo a fare telefonate di lavoro, non capivamo che era lì il messaggio. Quella sarebbe stata la magia generatrice di Heroes. E’ stato esattamente quello l’esatto momento in cui, forse per la prima volta, mi sono reso conto che si può fare innovazione anche senza essere costantemente “online”, e che in fondo nella nostra vita quotidiana siamo tutti perennemente connessi ma poi in realtà non ci siamo mai…

comandini heroesQuest’anno “Heroes – meet in Maratea” ha dato vita ad un secondo piccolo miracolo, anche se ormai da Michele Franzese, Andreina Romano e Valentina Cillo (i fondatori ed ideatori del festival) c’era da aspettarselo che sarebbe stato un altro grandissimo successo. Tuttavia mai avrei pensato di veder raddoppiati l’entusiasmo e la partecipazione dei tanti ospiti, il livello degli speaker coinvolti e, soprattutto, le ospitate “vip” durante le tre serate dell’evento. E’ stata un’esplosione intensa ed intensiva di vera innovazione, ma quel che è più importante è che Heroes è stato ancora una volta in grado di mettere insieme personalità di diverse età, paesi, mentalità e settori in una contaminazione che fa bene al nostro paese, anzi dovrebbe essere da lezione a tanti, troppi colleghi che di innovazione concreta ne fanno ben poca. Maratea è il posto in cui la mattina assisti alla competition tra piccoli geni e startup di ogni tipo, il pomeriggio ascolti speaker venuti da tutto il mondo a raccontarti il loro percorso di innovazione e la sera ti ritrovi in tavolate lunghissime a mangiare pizza, buon pesce o bere vino tra giornalisti, studenti, curiosi e imprenditori, ognuno con la sua visione, ognuno con il suo racconto da fare ma, ciò che più conta, ognuno con quell’incessante voglia di ascoltare l’altrui pensiero e mettersi in gioco davvero.
heroes comandini la mesa

Alla qualità degli interventi e dei seminari organizzati va poi dato il giusto merito ad un team di decine di giovani ragazzi volontari che corrono su e giù per fare in modo che tutto sia perfetto ed organizzato nel minimo dettaglio e anche sulla logistica viene da stupirsi di come sia possibile che ragazzi volontari che fino a qualche settimana prima neanche si conoscevano possano rendere operativa e funzionante una struttura così complessa e delicata, non so quale sia il segreto di Michele ma funziona! E che funziona ce lo ha dimostrato l’edizione di quest’anno, alla quale hanno partecipato istituzioni, gente del posto e il sindaco stesso di Maratea, a riconferma del fatto che la vera impresa è stata creare un hub che facesse bene al territorio locale e benissimo all’interno paese. Impossibile a dirsi, incredibile a farsi.
Dico sempre che “non si può parlare di innovazione, l’innovazione si deve fare”, stavolta devo ricredermi. Ad Heroes ci si può permettere di parlare perché parla solo chi l’innovazione l’ha fatta e la sta facendo, e forse servirebbe a tutti noi farci 3 giorni di “vacanza” nella perla del Tirreno perché magari è già durante il viaggio nella navetta che ti viene a prendere alla stazione che farai l’incontro che ti cambierà la vita.

maratea
Voglio raccontarvi un aneddoto che forse meglio di me può descrivervi cos’è Heroes. Io odio i peperoni, non li ho mai sopportati. Il primo giorno di festival, Jacopo Mele mi offre un pacchetto di patatine. Dal suo ghigno dovevo capire che patatine non erano, ma mi fido. Le mangio, tutte. Mi lecco anche le dita. Erano le patatine più buone mai assaggiate in vita mia, chiedo quale fosse la marca. Cruskees. Non erano patatine, erano peperoni cruschi. Quei peperoni erano più buoni di qualsiasi patatina io avessi mai assaggiato prima. Probabilmente se mi avessero detto prima che erano peperoni, non li avrei mai mangiati in vita mia. Ecco, credo sia proprio questo Heroes.pubblico heroes maratea Quel luogo a strapiombo sul mare dove non puoi sapere prima quello che succederà, ma non importa i pregiudizi che hai, le scottature che hai preso, la difficoltà nell’arrivare ad un risultato, tu arrivi lì, ti puoi immergere nella festa e otterrai sicuramente qualcosa di inaspettato per te stesso o per il tuo sogno. Sicuramente torni a casa con qualcosa che prima non avevi, seppure fosse un pacchetto di peperoni cruschi. E’ solo questo Heroes, nient’altro.

Non ci credete? Allora ci vediamo a Settembre, sempre lì, sempre a Maratea!

E ricordatevi che non c’è eroe senza pubblico. Siate tutti eroi, ma ancor prima siate il pubblico. Buona rivoluzione Heroes…

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Locandina Digithon 2017

Bisceglie puzza di futuro. Sì, esatto puzza. Il termine non è casuale e l’accezione non è quella negativa. Perché a profumare son capaci tutti. Basta spruzzarsi qualche bella parola addosso, ricca di speranza e futuro ed ecco che abbiamo innovazione un po’ ovunque. Ma di innovazione non si parla, la si fa. Mentre il profumo se lo può mettere chiunque pur di apparire, la puzza devi avercela proprio impregnata addosso, ti nasce dalla pelle, dal sudore, dalla fatica di chi le mani se le sporca per il futuro di questo paese. Ed è proprio questo che ho visto e sentito in Puglia. 

comandini digithonDIGITHON è il match armonico tra chi sogna, chi spera, chi afferma, chi crea, chi giudica, chi studia e, soprattutto, chi fa. Allora chapeau a chi le mani se le è sporcate come Francesco Boccia, Letizia D’Amato e tutto l’incredibile staff di volontari che sono riusciti in soli due anni a creare un ecosistema che sta funzionando davvero e che non ti lascia, come spesso accade in altre manifestazioni, il sapore in bocca di qualcosa di sentito e risentito e che morirà lì, quell’amaro di mille parole dette da qualche istituzione per convincerti che bisogna credere nei giovani per far ripartire questa Italia ma che poi a telecamere spente torna alla sua comodissima poltrona piena di vecchiume, dove i giovani neanche riescono ad avvicinarsi. A Digithon la puzza di chiuso non c’è, qui c’è puzza di aperto.

E che il futuro passa da qui portando rispetto al passato lo si nota subito dalla location, le “Vecchie Segherie” di Bisceglie trasformate oggi con genialità dal simpaticissimo Mauro Mastrototaro in una suggestiva libreria affiancata da un punto di ristoro con terrazza all’aperto ed enormi sale per eventi e conferenze come appunto il Digithon. E non sono forse proprio questa passione e questa creatività di partire dal passato per arrivare velocemente ad un futuro ignoto e carico di sorprese inaspettate a doverci trascinare nella vera innovazione?

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