Cos’è Digithon? E perché fa bene al paese

Locandina Digithon 2017

Bisceglie puzza di futuro. Sì, esatto puzza. Il termine non è casuale e l’accezione non è quella negativa. Perché a profumare son capaci tutti. Basta spruzzarsi qualche bella parola addosso, ricca di speranza e futuro ed ecco che abbiamo innovazione un po’ ovunque. Ma di innovazione non si parla, la si fa. Mentre il profumo se lo può mettere chiunque pur di apparire, la puzza devi avercela proprio impregnata addosso, ti nasce dalla pelle, dal sudore, dalla fatica di chi le mani se le sporca per il futuro di questo paese. Ed è proprio questo che ho visto e sentito in Puglia. 

comandini digithonDIGITHON è il match armonico tra chi sogna, chi spera, chi afferma, chi crea, chi giudica, chi studia e, soprattutto, chi fa. Allora chapeau a chi le mani se le è sporcate come Francesco Boccia, Letizia D’Amato e tutto l’incredibile staff di volontari che sono riusciti in soli due anni a creare un ecosistema che sta funzionando davvero e che non ti lascia, come spesso accade in altre manifestazioni, il sapore in bocca di qualcosa di sentito e risentito e che morirà lì, quell’amaro di mille parole dette da qualche istituzione per convincerti che bisogna credere nei giovani per far ripartire questa Italia ma che poi a telecamere spente torna alla sua comodissima poltrona piena di vecchiume, dove i giovani neanche riescono ad avvicinarsi. A Digithon la puzza di chiuso non c’è, qui c’è puzza di aperto.

E che il futuro passa da qui portando rispetto al passato lo si nota subito dalla location, le “Vecchie Segherie” di Bisceglie trasformate oggi con genialità dal simpaticissimo Mauro Mastrototaro in una suggestiva libreria affiancata da un punto di ristoro con terrazza all’aperto ed enormi sale per eventi e conferenze come appunto il Digithon. E non sono forse proprio questa passione e questa creatività di partire dal passato per arrivare velocemente ad un futuro ignoto e carico di sorprese inaspettate a doverci trascinare nella vera innovazione?

Confalonieri, Franceschini a DigithonProprio mentre ci pensi ti ritrovi a passeggiare tra Bisceglie, Barletta e Trani ad ascoltare centinaia di ragazzi di qualsiasi età raccontarti la loro visione del mondo, spiegarti le soluzioni prima che i problemi, vedere i loro occhi brillare di fiducia, esaltati per un mondo che sempre meno appartiene loro ma che, per fortuna, hanno ancora la forza, la rabbia e la poesia per conquistarselo. Poi guardi la platea: un comitato scientifico VERO che con intelligenza ha saputo premiare le migliori startup presentate dai due competenti e meticolosi organizzatori del contest: Giuseppe Mastrodonato ed Ennio De Iapinis (quest’anno le prime tre startup classificate, in ordine, sono state Busrapido, Marshmellow e Carepy). Ma non c’è solo questo a Digithon, altrimenti troppo futuro sarebbe inconsistente e irrealizzabile senza la storia e il presente di questa penisola, così ti vedi salire sul palco nella stessa sera personaggi di grande ispirazione come Fedele Confalonieri e Giovanni Malagò. confalonieri franceschiniE, attenzione, non li senti dire il solito banale “crediamo nei giovani e ripartiamo”, no! Ascolti un Confalonieri suonare il pianoforte e parlare di Chopin e Baudeleire per spiegare l’innovazione, oppure un Malagò insistere sull’importanza della cultura e dell’attività fisica anche e soprattutto in un futuro dove le macchine e l’IoT faranno tutto per noi e ci abitueremo a muoverci sempre di meno e non possiamo permettercelo. Il tutto moderato con professionalità e grande apertura di mente da splendide professioniste del calibro di Myrta Merlino e Mikaela Calcagno, perché diciamocelo, l’innovazione è intrigante ma deve essere anche bella da vedersi. Ma non finisce mica qui. Basta fare 50 metri e su un altro palco ascolti parlare di bitcoin e blockchain visionari come Andrea Pezzi e tantissimi altri illustri professionisti del settore o ti capita di rimanere in silenzio davanti a una sempre sul pezzo Barbara Carfagna che commenta con il vice presidente del CSM Giovanni Legnini come l’infosfera stia rendendo possibile agevolare e accelerare i processi della giustizia.

Poi ci sono anche le pause pranzo si sa, così mentre mangi un panino ti fai un giro su uno skateboard che si guida da solo o indossi un visore di realtà aumentata con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin mentre ti spiegano come quel visore aiuterà i medici del futuro ad operare con maggior precisione o gli studenti a studiare le nuove malattie. Poi, scende la sera. E Gianluca Ginoble de “Il Volo” canta a cappella in una piazza strapiena mentre Paolo Giordano lo intervista ma, in tutto questo, magari tu neanche stai ascoltando perché stai whatsappando agli amici “regà non ci crederete ma sto seduto accanto a Tardelli, giuro!”.

auLabE’ davvero incredibile questa quattro giorni di innovazione e creatività e la prova che è questo il modello che può funzionare ci arriva dall’edizione passata, dove a vincere è stata AuLab, una startup che attraverso percorsi formativi insegna agli studenti dei licei a fare impresa e, a quanto pare, ci riesce dato che nell’edizione di quest’anno vi erano in gara ben 17 progetti per un totale di oltre 50 minorenni arrivati a questo traguardo proprio grazie a Davide Neve e tutto il team di AuLab.

Comandini plateaQuesto è, in poche righe, ciò che è stato Digithon per tutti gli attori in gioco ma non ho ancora detto ciò che è stato per me. Digithon 2017 è stato il luogo che mi ha permesso di salire su un palco e urlare che il mondo sta correndo troppo veloce mentre noi siamo seduti a guardare, e che se non ci svegliamo in tempo, se non capiamo l’importanza e la necessità di saper studiare e gestire i dati, le informazioni, le nuove tecnologie, l’IoT, le big tech, la cybersecurity e tutto ciò che fino a 30 anni fa neanche esisteva, allora tra 30 anni probabilmente non saremo noi la specie vivente più intelligente di questo pianeta. Per rendere governabile questo paese serve un “Ministero dell’Infosfera”, dell’Innovazione, un Datastero, chiamatelo come vi pare, ma istituitelo, adesso!

Perché stiamo creando sempre più tecnologie a misura di uomo senza però preoccuparci di formare uomini a misura di tecnologia e questo ci porterà a farci male, molto male. Ricordiamoci sempre che l’innovazione è una incredibile opportunità ma è pericolosa come uno tsunami, quindi o la ignori e ti travolge, o la combatti costruendo inutili muri e ti devasta, oppure la anticipi e ci surfi sopra.

Gian Luca Comandini palco

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